A 30 di distanza dal capolavoro You're Living All Over Me ripercorriamo la carriera dei nostri Dinosauri preferiti.

Se qualcuno mi chiedesse in che modo vorrei invecchiare, mi verrebbero sicuramente in mente due o tre personaggi e tra questi l’immagine chiara e nitida di J Mascis con la sua lunga chioma grigia, gli occhiali da nerd,  il cappellino e lo  skate sotto ai piedi.  Non che brilli in spigliatezza, ma è forse il suo aspetto da ragazzone cresciuto, nonostante i suoi 52 anni da poco compiuti, un po’ scanzonato e un po’ schivo che mi fa simpatia. In qualche modo è uno degli esempi viventi in grado di dimostrare che  invecchiare non è necessariamente quell’iter decadente che ci vogliono far credere. Ma se partiamo dall’altro filo della matassa, ovvero dagli esordi di J Mascis e dei suoi Dinosaur Jr., notiamo subito che il loro background è assai diverso da quello di tanti suoi coetanei musicisti arrabbiati e gettati alla deriva.

Joseph Donald Mascis nasce il 10 dicembre 1965 , è  infatti figlio di un dentista e cresce nei sobborghi dei colletti bianchi nella pittoresca città universitaria di Amherst, nel Massachusetts. La vita di un adolescente nella borghese cittadina può sembrare noiosa e soffocante se non si trova una giusta valvola di sfogo, nel loro caso è ovviamente la musica.

 

Dinosaur Jr. 1

J Mascis

 

Mascis o semplicemente J per gli amici, forma nei primi anni ottanta il gruppo hardcore Deep Wound insieme a Lou Barlow e Scott Helland. Questi ultimi si erano incontrati per caso in un negozio di dischi locale e avevano ingaggiato Mascis come batterista tramite un annuncio su un volantino (astenersi no hardcore dipendenti!), fu lui poi a premere per avere Charlie Nakajima, suo compagno di scuola, come cantante. Lo stile di vita della band è ovviamente ben diverso dalle esistenze disagiate e dall’educazione frammentata dei loro colleghi underground. Ma non importa da dove vieni, non importa che problemi hai, se sei un gruppo sgangherato o meno, quello che conta veramente è cosa ascolti e lo speed metal suonava fisso nel loro walkman. La band registrò rapidamente una demo tape e iniziò a suonare a Boston con band hardcore locali come SSD, The F.U.’s, Jerry’s Kids e poi in tutto lo stato, aprendo praticamente per qualsiasi hardcore band in tour da quelle parti. La band registrò il suo omonimo EP, pubblicato su Radio beat Records, e contribuì con due brani alla compilation di Bands That Could Be God di Gerard Cosloy. Nonostante la grande grinta dimostrata, il gruppo tuttavia avrà vita breve sciogliendosi definitivamente nel 1984.

 

Dalle ceneri dei Deep Wound nasce un nuovo progetto, chiamato Dinosaur.  J da dietro la batteria si diverte a imbracciare la chitarra (per fortuna) e a cantare, mentre l’amico Lou Barlow si sposta al basso. Di lì a poco si aggiungerà il batterista Emmett Jefferson Patrick Murphy, noto semplicemente come Murph. Il nome della band cambierà poi in Dinosaur Jr a causa di una grana legale sollevata da un’ex componente dei Jefferson Airplane che sosteneva di aver fondato nei primi anni ‘70 un gruppo con lo stesso nome. Si fanno notare nel circuito indipendente per i loro concerti a volumi spropositati e un muro di suono che fa vibrare lo stomaco di chiunque li ascolti.

 

Dinosaur Jr 2

Dei giovanissimi Dinosaur Jr.

 

Dopo un album registrato con il nome di Dinosaur su Homestead Records, dallo stile acerbo ma deciso, il trio salì a bordo della SST Records. Sede di molti eroi della band, tra cui Black Flag, Minutemen e Sonic Youth, la SST ha giocato un ruolo fondamentale nel consolidare gran parte di ciò che stava accadendo nel sottosuolo rock americano negli anni ’80 e in questo caso nel forgiare lo stile della band. L’appoggio di una etichetta che offriva maggiori mezzi oltre a una solida esperienza significava soprattutto assoluta libertà creativa per il trio. E tutto questo è evidente nel secondo disco You’re Living All Over Me uscito nel luglio 1987, 30 anni fa appena compiuti, accolto da recensioni entusiaste da entrambe le sponde dell’atlantico.

 

You’re Living All Over Me è un album di chitarra ambizioso, potente e molto disordinato. Si presenta come una miscela esplosiva di grinta sonora e intermezzi pop derivante dai maestri del genere, gli Hüsker Dü, gruppo hardcore punk statunitense, che nei primi anni ’80 ha avuto il merito di ampliare enormemente il raggio d’azione del punk, accentuando la sua connotazione sperimentale e creando la formula dicotomica rumore/melodia che sarà molto cara a Mascis & Co.

 

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Gli Hüsker Dü sono stati una grande fonte di ispirazione per i Dinosaur Jr.

 

Se analizziamo le influenze nella linea vocale, non possiamo poi non pensare a Neil Young. Le fucilate del basso di Barlow, assieme ai riff martellanti, si rifanno a Motorhead e Black Sabbath, mentre le sfuriate distorte sono echi  dal passato hardcore di Mascis e Barlow. In tutto questo il rimando ad Hendrix è inevitabile, quella voglia sfrenata di mescolare fuzz, noise e wah-wah in una vera e propria festa degli effetti  e la rara capacità di legare il virtuosismo chitarristico alle esigenze compositive, rendendolo parte integrante, anziché culmine della composizione. Così facendo viene dato più spazio alle digressioni strumentali di basso e batteria. Ultimo ingrediente, ma non meno importante,  è la malinconia new wave, che impasta il tutto in una piega intimista.


 

La fama del disco e dei Dinosaur jr. viene trascinata dall’energica ed emblematica Little Fury Things, nel quale Lee Ranaldo dei Sonic Youth viene ospitato come backing vocals. E’ un brano graffiante e un marchio di fabbrica dello stile di Mascis caratterizzato da contrapposizione di parti veloci e lente, alternanza di cantato asciutto, quasi annoiato di Mascis e lo sfogo acido della sua chitarra.

In Kracked non ci sono dicotomie e rimane tutta su un livello tipicamente garage con sezioni strumentali lunghe e articolate. Si tratta di un Power-pop nudo e crudo come vuole la lezione dei primissimi R.E.M., in cui strofe melodiche e spedite fanno a turno con assoli contorti per sfondare in un  ritornello epico, ma cantato quasi con distacco. Uno dei pezzi più interessanti è Sludgefeast, il preludio a ciò che stava proliferando a Seattle: l’attacco è zeppeliniano, ma la melodia disperata e ipnotica preannuncia il grunge degli anni ’90.

 

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I Dinosaur Jr. hanno preannunciato il grunge degli anni ’90

 

Quasi punk è invece The Lung, ballata dalle tinte vivaci ma non troppo, giocata sull’alternanza di chitarre limpide e distorte. In A Jar si prende una vacanza dal resto del disco, suonando meno tesa, complice le trame di basso suonato da Barlow. Tarpit si presenta come una ballata elettrica che ci immerge nel più tetro sconforto almeno fino a quando una coda rumoristica di  industrial/noise  non prende il sopravvento. Polendo è una piccola concessione che Mascis concede al suo bassista, un  pezzo ruvido e sconclusionato che lega poco con il resto del disco e non a caso lo chiude. Il pezzo avrebbe anticipato la produzione successiva del musicista in chiave spartana e lo-fi nella duplice veste Sebadoh e Sentridoh. 

Chiude le danze la cover di Just Like Heaven dei Cure, inclusa come bonus track sulla riedizione del disco, resa nel loro classico stile aspro e grezzo, in contrasto con la raffinata e limpida pulizia dell’originale.

 

You’re Living All Over Me non ha l’ambizione di  sperimentate nuove strade, ma risulta piuttosto un incredibile album di sintesi che aiuterà a suggerire un genere e un nuovo stile chitarristico. In questo disco J Mascis fa tesoro dell’esperienza hardcore punk mescolandola alle recenti sperimentazioni noise, rielaborando il tutto in composizioni dalla struttura più lineare. Altro segno di novità è sicuramente la volontà di non ricorrere all’urlato tipico della tradizione hardcore punk, scegliendo un  andamento vocale quasi svogliato e monocorde che riflette la sensazione di incertezza generazionale e personale.

 

 

E‘ un periodo d’oro per il gruppo: il tour con i maestri/amici sonici Sonic Youth, l’attenzione mediatica (seppur underground) esalta l’ego del leader ma ha ricadute negative nelle dinamiche interne del gruppo. Se la coesione nel disco tra i tre componenti appare perfetta, le relazioni tra i membri della band erano tutt’altro. I Dinosaur Jr. sono sempre stati un trio poco comunicativo, spesso schiacciati dalla presenza creativa e dispotica di Mascis. Lo stesso titolo dell’album, “mi stai addosso”, sembra provenire da una frase che J Mascis avrebbe rivolto a Lou Barlow durante un tour con i Sonic Youth; ed esprime molto bene il difficile rapporto tra i due. Le frasi non dette, spesso sono rintracciabili nei testi delle loro canzoni, rabbia pura e trasformata in musica. In mezzo a questa diatriba c’era Murph, che ricopriva il difficile ruolo di mediatore. 

 

In questa cornice non molto rassicurante nel 1988 uscirà il terzo disco Bug. E’ un gran bel disco, ma è il frutto di un matrimonio da separati in casa. Mascis e Barlow entrano in sala di registrazione senza parlarsi e dandosi le spalle, la chitarra di J tende a oscurare il basso di Lou, e a quest’ultimo viene negato lo spazio compositivo che aveva avuto precedentemente. La coesione della band comincia a incrinarsi lasciando presagire la fine di un sodalizio. Sulla scia di queste incomprensioni, J Mascis spinge Lou Barlow ad abbandonare il gruppo per cercare fortuna come autore prima nei Sebadoh, poi nel progetto Folk Implosion.

 

Dinosaur Jr 5

I Sebadoh

 

Arrivano poi gli anni ’90 che vengono affrontati con un nuovo bassista, Mike Johnson, collaboratore poi di Mark Lanegan. Saranno dischi che, paragonati alla triade degli anni ottanta, vengono generalmente considerati come minori, nonostante il successo di critica di Green Mind (1991), uscito in piena esplosione grunge con la Sire Records (etichetta storica dei Ramones). Di due anni dopo è Where You Been (1993), cui segue nel 1994 Without a Sound. L’ultimo disco è del 1997 ed è Hand It Over. Sono tutti buoni dischi, ma senza sostanziali cambiamenti e il rischio di ripetersi è molto alto.

 

Forse con questa consapevolezza J Mascis scioglie quella che soprattutto negli ultimi anni era solo una band che supportava la sua ispirazione artistica, per continuare nel suo progetto solista. I suoi lavori non si distanziano molto dal sound dei Dinosaur Jr., dimostrando quanto il gruppo fosse lo specchio del suo estro creativo.

 

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Dinosaur Jr. oggi

 

Nel 2005 poi un fulmine a ciel sereno: la formazione storica dei Dinosaur Jr si riunisce per un tour mondiale dei loro primi tre dischi. Gli spigoli caratteriali di Mascis e Barlow si sono smussati o è la voglia di soldi facili a spingerli in questo revival? Probabilmente entrambe le cose, ma il fatto è che il trio è talmente carico, nonostante gli anni passati a non parlarsi, che il tour ebbe un gran successo e porterà nel 2007 all’uscita di Beyond per la Fat Possum Records. Disco che viene salutato con favore da gran parte della critica e che riaprirà la strada al gruppo con altri tre dischi successivi: Farm ( 2009), I Bet on Sky (2012) e Give A Glimpse  Of  What Yer Not (2016).

 

Come una vera telenovela musicale, con i tre ragazzi cresciuti del Massachussets non ci si annoia mai. Inutile dire che con il tris d’assi Dinosaur/You’re Living All Over Me/Bug, hanno sfornato una serie di canzoni memorabili che hanno avuto un’influenza enorme sul rock contemporaneo. Il suono dei Dinosaur Jr è unico nel suo genere ed è diventato un grande classico: sonorità grezze e melodia sepolta sotto strati infiniti di distorsione.

 

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