Il meglio e il peggio del web, raccolto per voi.

Spinti da un ingiustificato sentimento di ottimismo verso l’umanità, abbiamo deciso di partire dalle cose ‘migliori’ successe nella scorsa settimana.

A casa Cartello, abbiamo apprezzato più di ogni altra cosa l’accoglienza che il Canada ha dato ai primi dei 25mila rifugiati che riceverà nei prossimi mesi. Anche il mondo dell’arte si è schierato a favore dell’immigrazione: gli spray di Banksy hanno colpito di nuovo, stavolta in un campo profughi a Calais, dove l’artista misterioso ha ricordato le origini siriane di Steve Jobs. L’Europa è ancora impaurita dagli attacchi di Parigi, ma chiudere i confini e respingere i migranti non è la soluzione, il mese scorso anche la Germania fece notizia per l’accoglienza data ai rifugiati: a Berlino i cittadini sono stati ringraziati per la loro attitudine verso il problema con l’apertura dei musei gratuita. 

 

il Meglio

Cambiamento climatico: al COP21 è stato raggiunto un accordo. 

I 195 rappresentanti dei paesi presenti alla conferenza sul clima di Parigi (Cop21) hanno raggiunto un accordo, definito ‘storico‘. L’aggettivo è giustificabile se si guarda il risultato dal punto di vista della contrattazione diplomatica che ne ha permesso il raggiungimento (specie per l’aver ricevuto il ‘pollice su’ da Cina e India che si temeva avessero imposto condizioni più dure essendo massicci produttori di emissioni serra), e anche se si notano le soglie scelte (riduzione della temperatura di 1.5 gradi centigradi rispetto alle temperature preindustriali) e le modalità di compensazione dei paesi in via di sviluppo (vi è un fondo da 100 miliardi di dollari ogni anno ed è prevista la possibilità di partecipazione di investitori privati).

Uno dei principali dubbi rimane quello inerente alle modalità di controllo dato che la prossima verifica dello stato del globo è prevista per il 2023. E se fosse già troppo tardi?

 

Internazionale, sintetizza bene cosa prevede l’accordo. Altrimenti, il The Guardian ha dedicato una intera sezione ad aggiornamenti sull’evento.

 

Elon Musk ci proteggerà dai robot

Sembrerebbe che la paranoia che accompagna il progresso tecnico in ambito di Artifical Intelligence (AI) possa essere messa da parte per un po’. Elon Musk e ‘un gruppo di luminari della Silicon Valley’ (quali Sam Altman e Jessica Livingston, fondatori di Y Combinator; Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn e Peter Thiel, co-fondatore di PayPal) hanno destinato un miliardo di dollari alla ONG OpenAI, ovvero un’azienda no-profit che ha come mission la ricerca in campo AI. In particolare OpenAI, avrà come mission quella di controllare che il progresso tecnico in ambito AI eviti di degenerare in scenari alla Matrix – con le conseguenti noie legate alla oscurazione del sole o della individuazione dell’eletto che questo comporterebbe.

 

Quartz ne ha dato notizia qui. Altrimenti, potete direttamente vedere che ne pensa Musk.

 

 

Questione rifugiati

Il tema dell’immigrazione è un tema caro a il Cartello (e ne abbiamo già parlato diverse volte, qui o qui o qui). Ci troverete sempre schierati a favore di coloro che vogliono abbattere barriere invece che innalzarle e che spingono per l’integrazione dei gruppi sociali più deboli, invece che per l’esclusione di questi. 

Qui di seguito, tre storie di chi la pensa come noi:

 

1. Canada: il ministro Justin Trudeau

 

“Queste persone sono scese dall’aereo che le ha condotte qui come rifugiati, ma noi li accogliamo come residenti permanenti del Canada e come tali aventi diritti a lavorare, alla sanità e a diventare cittadini canadesi”.

#WelcomeToCanada

 

 

2. Banksy, il Robin Hood moderno.

 

Banksy si è recato in uno dei campi dei rifugiati di Calais per immortalare sul grigio cemento armato al lato del quale sorgono le tende dei migranti l’importanza di razionalizzare la migrazione. L’ultimo pezzo dell’artista rappresenta infatti Steve Jobs, con il primo Apple in mano e un sacco nero in spalla. Steve Jobs aveva origini siriane, fu dato in affidamento dai genitori a una coppia di americani e, beh, già sapete il resto della storia. Banksy ha anche fatto sapere che regalerà parti della sua Dismaland al campo di rifugiati perchè i materiali possano essere usati per costruire ripari per l’inverno.

 

banksy-steve-jobs-calais

L’ultimo graffito di Banksy su Steve Jobs

 

3. Berlino, la cara Berlino.

 

Infine la cara Berlino, nella sua costante tendenza al progressismo, ha ringraziato i suoi cittadini per l’aiuto ai rifugiati aprendo gratis tutti i suoi musei. Qui l’articolo in italiano di Berlino Cacio e Pepe magazine.

 

L’antipopulismo

Sembra che la reazione che ha prevalso in seguito agli attentati di Parigi e in generale alla situazione geopolitica attuale sia stata quella della paura, dell’ignoranza e dell’odio. Et voila, Trump e LePen (e altri luminari nostrani che non vale neanche la pena menzionare) salgono nei sondaggi, tanto da far scrivere al The Economist:

 

Mr Trump and Ms Le Pen are not alone. Support for the populist right in America and parts of Europe is unparalleled since the second world war. Against the backdrop of terrorism, these fearmongers pose a serious threat to the openness and tolerance that Western societies take for granted.

 

Anche Anonymous ha dichiarato guerra a Trump (anche se a dire la verità questo ci lascia un po’ confusi sulla reale mission della organizzazione di hacktivists)

 

Speriamo che questa iniezione di fiducia nell’umanità vi abbia preparato per il peggio del web.

 

Continua a leggere a pagina 2