Blue ruin non è il classico revenge movie, un film più intimistico e personale
Il regista Jeremy Saulnier con Blue ruin dimostra di avere maggiormente a cuore una riflessione psicologica rispetto al sentimento di vendetta.
In Maps to the stars David Cronenberg rimpasta tutta la sua arte, tutta la sua poetica per dire cose nuove.
Locke di Steven Knight è un film che sa emozionare grazie alla grandissima performance di Tom Hardy. Un dramma claustrofobico che tiene incollati allo schermo
Grand Budapest Hotel è il capolavoro di Wes Anderson, la sua opera omnia racchiusa nell'immaginaria Zubrowka.
Arancia Meccanica di Stanley Kubrick è perfetto dal primo all'ultimo minuto, lo spettatore non ha un attimo di pausa, tutto si muove a ritmo di musica.
For those in peri, film d'esordio di Paul Wright in cui si intrecciano superstizioni, leggende per arrivare a un finale enigmatico e indimenticabile.
Her di Spike Jonze è il risultato della spersonalizzazione dell'uomo nella grande città, ma più che di spazi qui si parla di consistenza
Il film di Jim Jarmush, Solo gli amanti sopravvivono, è una riflessione esistenziale velata di una romantica malinconia di fondo.
Castaway on the Moon uscito nel 2009 in Corea del Sud arriva in Italia di soppiatto sbancando la dodicesima edizione del Far East Film Festival di Udine.
Alexander Payne sceglie il bianco e nero per raccontare un'America che ha ormai perso i colori e lo smalto di un tempo.