Bee My Job è il racconto di una collaborazione tra uomini e altri uomini, e tra uomini ed api.

Abdul                         ∙           Francesco Panella       ∙           Cambalache    ∙          

DueottoFilm              ∙  

Elena Brunello            ∙           Francesco Ferri           ∙           Paolo Caselli

 

 

«Le opere meravigliose compiute dall’abilità incomparabile delle piccole membra di questi insetti

sfuggivano alla debole vista degli uomini; tuttavia non vi sono presso di noi né macchine, né

operai, né mestieri, né navi, né cittadelle, né armate, né artigiani, né astuzie, né scienza, né

negozi, né strumenti, insomma non v’è nulla di ciò che si vede presso gli uomini di cui questi

operosi animali pure non si servissero. E siccome il loro linguaggio ci è sconosciuto, non

possiamo parlare di ciò che le riguarda se non impiegando le nostre impressioni».

 

Bernard de Mandeville,

La Favola delle Api

 

 

Prendete una cartina geografica e piazzatevi sopra l’Africa. Svoltate verso la costa e tuffatevi in mare. Arrivate in Italia, a nuoto o come riuscite, se ce la fate. Idealmente avete percorso il cammino fatto da innumerevoli uomini, una moltitudine non quantificabile. Ci avrete messo nemmeno un minuto, dalla vostra comfort zone, calda e accogliente; queste persone impiegano un periodo drasticamente diverso, un lasso temporale che a volte si espande diventando letteralmente eterno, perché non è detto che si arrivi alla meta prestabilita.

 

Spesso la tragica meta è costituita dai fondali marini, le piane abissali o le dorsali mediterranee. Se invece si è fortunati, altre volte si arriva a destinazione e si prova a ricominciare da un inizio non precisato e da un luogo più o meno definito, che appare vago e indistinto agl’occhi degli intrepidi viaggiatori.

 

Nel 1933 mia nonna emigrò in America Latina, a Buenos Aires, era una bambina di sei anni. Abdul di recente è arrivato in Italia dopo essere passato per il deserto, una prigionia in Libia e il mare. Le storie di entrambi – con il portato di chilometri percorsi, il tragitto intrapreso, le epoche, le circostanze, i sogni e ricordi – sono diverse, tuttavia, tramite una piccola comunanza, si interconnettono e diventano storie di emigrazione. Mia nonna ha novant’anni, Abdul molti di meno, è un rifugiato politico senegalese, vive attualmente in Italia e, insieme ad altri rifugiati, lavora come apicoltore in un’azienda agricola piemontese.

 

Api 1

Bee My Job dà voce alle storie di Abdul e altri rifugiati politici

 

Bee My Job è il documentario che dà voce alle loro storie, tramite il progetto omonimo dell’associazione umanitaria Cambalache, che dal 2012 promuove l’accoglienza e l’integrazione di rifugiati e richiedenti asilo, offrendo assistenza linguistica, culturale, legale e sanitaria. Nell’ambito di questo progetto, tramite corsi di formazione e tirocini che si tengono nell’apiario e nell’orto urbano di Alessandria, si insegna a un gruppo di richiedenti asilo il lavoro dell’apicoltura, con l’obiettivo di permettere loro di aprire un giorno la propria azienda agricola nel pieno rispetto della natura.

 

È il racconto di una collaborazione tra uomini e altri uomini, e tra uomini ed api; come insegna l’olandese Bernard de Mandeville ne La favola delle Api, il sistema sociale e organizzativo vigente all’interno dell’alveare è analogo a quello della nostra società civile. I destini delle api e degli uomini in fondo sono simili: lavorare instancabilmente per poter vivere, darsi delle regole, organizzare il sistema, riconoscersi in un gruppo, eleggere un capo politico, rispettare le leggi, danzare, ronzare, pungere, tornare a casa la sera, ricominciare tutto la mattina, come prima. Siamo come piccole api che ogni giorno escono dal proprio alveare e raccolgono polline e nettare di fiore in fiore.

 

Questo documentario è stato ideato da Francesco Panella – apicoltoree titolare dell’azienda apistica Apiari degli Speziali, nonché editorialista della rivista di apicoltura L’Apis– realizzato da Elena Brunello (produttrice e autrice del soggetto), Paolo Caselli (regista), Francesco Ferri (direttore della fotografia) e prodotto da Francesco Panella, Cambalache e dalla casa produttrice milanese Dueotto Film.

 

Destinazioni, integrazioni, diversificazioni. Il mondo è vasto, le possibilità infinite. Idee portano altre idee, da progetti illuminati prendono vita documentari a testimoniare che piccole rivoluzioni come quelle di uno sciame d’api o di intraprendenti uomini, portano miele dolce e rigenerano il ciclo della vita.